Guido Canali e l’intervento sull’esistente
La poetica dell'alterità concorde nelle opere di riuso di un maestro contemporaneo
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Abstract
Il termine alterità esplicita l'accezione di coraggio progettuale con cui Canali coniuga il nuovo e l'antico, mentre in quel 'concorde' risiede l'autonomia che il progetto assume: l'inserimento di un organismo spazialmente e percettivamente autosufficiente stabilisce con l'esistente un rapporto che potremmo definire alla pari.
Dell'antico si tutela il valore della memoria nonchè il valore spaziale: il "salvataggio dello spazio" per usare le parole, inedite, di Canali stesso. Il nuovo inventa, infatti, in esso nuovi spazi ma definendo chiaramente i propri limiti di senso.
Un gioco di ossimori, dunque, ci racconta la sfida che il binomio antico-nuovo impone al progetto di riuso, alla luce di una posizione progettuale che intende mettere in valore l'esistente attraverso nuove gerarchie spaziali evidenti e dichiarate, imparando dall'esistente stesso alcune possibilità per il progetto, secondo quella che si può definire una variazione per reciprocità, sul tema del riuso adattivo.
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